Quante promesse… “Pensioni minime a 1000 euro entro fine legislatura”, “Supereremo la Legge Fornero a ogni costo”, “Tutti in pensione a 64 anni”. Ricordi? Le abbiamo sentite tutte: da Tajani, Salvini, Meloni, ognuno con il suo slogan, ognuno con la sua promessa elettorale.
E dire che, lo ammetto, questa volta ci avevo creduto anch’io. Io che da anni leggo, analizzo e spiego leggi e riforme pensionistiche. L’estate scorsa sembrava che qualcosa potesse davvero cambiare: che dopo la Legge di Bilancio 2025 potessimo vedere finalmente una riforma strutturale, una di quelle da segnare sul calendario.
E invece no! Ancora una volta, le parole hanno superato i fatti, e le riforme restano intrappolate tra bilanci, vincoli europei e spese militari in aumento.
Legge di Bilancio 2026: cosa c’è davvero sul tavolo?
Il Governo ha da poco approvato il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2026, il testo che anticipa alla Commissione Europea le linee guida della prossima manovra.
E i numeri parlano chiaro:
- Legge di Bilancio 2025 → 30 miliardi di risorse.
- Legge di Bilancio 2026 → appena 18,7 miliardi.
Undici miliardi in meno. Un taglio che significa una cosa sola: niente nuove riforme, solo ritocchi. Si punta a “consolidare” ciò che già esiste, non a costruire nulla di nuovo.
IRPEF e famiglie: piccoli ritocchi, grandi illusioni!
Uno dei pochi interventi concreti riguarderà ancora una volta gli scaglioni IRPEF. L’ipotesi più probabile prevede:
- 0 – 28.000 euro → 23%
- 28.000 – 50.000 euro → dal 35% al 33%
- oltre 50.000 euro → invariato al 43%
Un risparmio del 2% per i redditi medi, ma nessun cambiamento per chi guadagna un po’ di più — e neppure per chi fatica ad arrivare a fine mese.
Per le famiglie con figli, il Governo punta invece a innalzare i limiti ISEE per accedere a bonus scuola ed energia. Un intervento che potrebbe costare altri 3-4 miliardi, sempre che si trovino le risorse.
Insomma, un aiuto parziale e selettivo, ma che nulla ha a che vedere con la promessa di “grandi riforme” sociali.
Pensioni 2026: cosa resta e cosa scompare?
Ed eccoci al punto più caldo: le pensioni. Purtroppo la verità è amara: nessuna vera novità positiva in arrivo.
L’unica misura davvero in discussione è il blocco dell’aumento dell’età pensionabile previsto dalla Legge Fornero. Nel 2026, infatti, l’età di vecchiaia doveva salire da 67 anni a 67 anni e 3 mesi, a causa dell’adeguamento automatico alla speranza di vita.
Ebbene, il Governo starebbe pensando di bloccare temporaneamente questo aumento. Ma non per tutti. Due sono le ipotesi sul tavolo:
- Stop solo per chi ha già 64 anni compiuti;
- Stop limitato ai lavoratori gravosi o usuranti.
Per tutti gli altri? Niente da fare! La Legge Fornero rimane, con tutte le sue rigidità.
Le conferme della Riforma pensioni 2026: APE Sociale, Quota 103 e Opzione Donna
Per il 2026 sembra confermato il rinnovo di APE Sociale e Quota 103. Due misure transitorie che salvano parzialmente alcune categorie, ma non risolvono il nodo centrale: la mancanza di flessibilità universale in uscita.
L’Opzione Donna resterà in vigore, ma nella versione attuale, senza ritorno ai requisiti pre-2023. Un’occasione mancata per molte lavoratrici.
La pensione a 64 anni per tutti, inclusi i lavoratori con contributi misti (ante e post 1996), è stata accantonata — e forse lo resterà ancora per due anni.
Il grande bluff delle pensioni minime a 1000 euro
Ricordi la promessa: “entro fine legislatura pensioni minime a 1000 euro”? Bene, oggi sembra irrealizzabile.
Siamo passati da 563 a poco più di 600 euro, ma per arrivare a 1000 servirebbero oltre 10 miliardi di euro all’anno.
Una cifra che il bilancio 2026 semplicemente non può sostenere.
E così, dopo anni di annunci, i pensionati più fragili restano ancora indietro.
Cosa puoi fare oggi per migliorare la tua pensione?
Davanti a tutto questo, una cosa è certa: non possiamo più aspettare che sia lo Stato a salvarci. Lo dico con amarezza, ma anche con realismo.
Se vogliamo davvero una pensione dignitosa e serena, dobbiamo pianificarla noi.
Capire quando e come possiamo uscire, con quale importo, quali penalità e quali strategie possiamo usare (APE Sociale, NASpI, contributi volontari, cumulo, fondi pensione complementari).
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A presto,
Daniele e Christian di MigliorPensione.it

