L’assegno sociale è una prestazione economica (minima) di natura assistenziale che, su richiesta all’INPS tramite patronato o in autonomia, viene garantita alle persone che non hanno maturato i requisiti per la pensione ordinaria.
A queste persone all’età anagrafica di vecchiaia di 67 anni, se si trovano in condizioni economiche disagiate con redditi inferiori ai limiti previsti annualmente dalla legge, viene appunto garantito un assegno di importo variabile di anno in anno.
Dal 1° gennaio 1996, l’assegno sociale ha sostituito la pensione sociale anche se questo termine è rimasto nel lessico comune delle persone.
In questo articolo vediamo tutto ciò che è importante sapere!
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A quanto ammonta l’assegno sociale nel 2025? Scopriamolo insieme
La prestazione, come si anticipava, ha natura assistenziale e non è esportabile; pertanto, non può essere riconosciuta se il titolare della prestazione risiede all’estero. Questo infatti come vedremo a breve è uno dei requisiti fondamentali.
Un’altra precisazione importante, inoltre, è che l’assegno sociale non è reversibile ai familiari superstiti.
L’importo dell’assegno sociale 2025 è di 538,68€ per 13 mensilità in leggerissimo aumento rispetto ai 534,41€ del 2024.
Oltre al compimento dei 67 anni di età, che abbiamo visto all’inizio, sono richiesti i seguenti requisiti:
- essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Spetta anche agli stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
- residenza effettiva e dimora abituale in Italia per almeno 10 anni;
- reddito personale non superiore all’importo annuo dell’assegno sociale stesso di 7002,84€ annui, mentre il reddito coniugale non deve superare di due volte lo stesso valore ovvero 14005,68€ annui.
Possono presentare domanda anche i cittadini comunitari ed extra-comunitari titolari di carta di soggiorno e i residenti in Italia in via continuativa da almeno 10 anni.
Mi raccomando a non fare confusione perché dall’assegno sociale si deve invece ovviamente distinguere la pensione di vecchiaia: ossia, il trattamento pensionistico (una prestazione economica) erogato, su richiesta, a favore dei lavoratori che hanno raggiunto determinati requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla legge.
Da cosa deriva l’aumento dell’assegno sociale nel 2025?
Il MEF, di concerto con il Ministero del lavoro, ha emanato il decreto interministeriale 15.11.2024 ai fini della perequazione automatica delle pensioni dal 1° gennaio 2025.
La “perequazione” delle pensioni è un meccanismo che determina annualmente la loro rivalutazione sulla base del tasso di inflazione rilevato da ISTAT, per adeguarle al maggiore costo della vita e al fine di tutelare il loro potere di acquisto eroso dall’inflazione, che c’è stata anche in questo 2024 seppur in misura ridotta, e viene operata in via provvisoria salvo successivo conguaglio in rapporto all’indice definitivo rilevato da ISTAT.
In base al decreto di cui sopra, gli assegni pensionistici godranno di una rivalutazione provvisoria pari allo 0,8%.
Pertanto l’importo mensile dell’assegno sociale, nel 2025, sarà di 538,68 euro per 13 mensilità.
Se il beneficiario ha più di 70 anni, l’importo sale a 739,83 euro (grazie a un incremento di 201,15 euro).
Come fare domanda?
La domanda può essere fatta solo online attraverso:
- il sito web dell’INPS (con SPID, CIE o CNS);
- il Contact Center dell’INPS (numeri 803164 o 06164164);
- i patronati e gli intermediari dell’INPS.
Per fare domanda è necessario presentare:
- autocertificazione dei dati personali;
- dichiarazione della situazione reddituale;
- dichiarazione di eventuale ricovero in istituto (se applicabile).
In caso di rifiuto della domanda, si può fare ricorso al Comitato provinciale dell’INPS entro 90 giorni dalla comunicazione del rifiuto stesso.
Considerazioni finali personali
Una convinzione sbagliata delle persone è quella che chi ha diritto all’assegno sociale sia in realtà un truffatore, un parassita, una persona che ha lavorato in nero tutta la vita accumulando soldi e così via. Insomma, viene visto male chi prende questa prestazione assistenziale come se non se la fosse meritata e quindi “dovesse pagare” le scelte sbagliate fatte durante la carriera lavorativa.
Non puoi nemmeno immaginare quante volte ho a che fare con persone che lavoravano in una azienda familiare ed hanno scoperto solo a ridosso della pensione che i propri parenti (stiamo parlando di genitori o fratelli) non gli hanno versato nemmeno un contributo.
Poi certo, esistono quelle persone che in modo furbesco hanno preferito lavorare in nero, non pagare le tasse nè versare i contributi e magari nel frattempo prendere anche i sussidi statali, ma quelle persone NON sono tutte, NON rappresentano la maggioranza (anzi, posso assicurare che in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere ed aiutare tante brave persone che percepiscono l’assegno sociale come unica fonte di reddito e di salvezza economica per sopravvivere).
Io credo che la cosa migliore che si possa fare è quella di informarsi al meglio possibile ed evitare così, quanto più possibile, di fare errori nelle propire scelte pensionistiche.
Poi, se leggendo questo articolo o guardando dei nostri video, pensi che siamo professionisti di cui fidarti, allora puoi chiedere il nostro aiuto per analizzare la tua situazione e capire come muoverti correttamente (Clicca qui e seleziona il lavoro che fai), evitando così le brutte soprese pensionistiche.
Speriamo di esserti stati utili.
Alla tua Miglior Pensione,
Daniele e Christian

