Arrivare al giorno della pensione e scoprire che la pensione artigiani è insufficiente per mantenere il proprio stile di vita, purtroppo, più che un rischio è una certezza matematica… se non si interviene mentre si è ancora in attività!
Inoltre c’è una crescente esigenza di capire come andare in pensione anticipata e mettere fine, quanto prima, ad un lavoro che presenta sempre più il conto di tutte le fatiche a cui non si è potuto dire “No”.
In questa guida vogliamo quindi fare il punto e capire come gestire al meglio le problematiche ma anche, e soprattutto, le possibilità di migliorare le cose.
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Lua attività rientra nei parametri INPS per la gestione artigiani?
Secondo il sito ufficiale dell’ente, l’artigiano è colui che esercita personalmente e come titolare, un’impresa finalizzata alla produzione di beni o alla prestazione di servizi. L’elemento chiave è la prevalenza del lavoro manuale.
Questa gestione non riguarda solo il titolare, ma coinvolge anche i familiari e affini (coadiuvanti) che partecipano all’attività, che si tratti di manifattura, alimentazione o servizi specializzati.
Pensione di vecchiaia artigiani
Per andare in pensione di vecchiaia un artigiano segue le regole INPS e cioè deve avere versato almeno 20 anni di contributi ed avere compiuto 67 anni di età anagrafica nel 2026.
Ti ricordo che come da regole della Legge Fornero e della Legge di Bilancio 2026 l’età anagrafica salirà a 67 anni e 1 mese nel 2027 ed a 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Aumento pensione artigiani 2026
Per coloro che sono già in pensione nel 2026 è previsto un lieve aumento di circa l’1,4% per via del meccanismo di perequazione istat legata all’inflazione. Tale aumento, come puoi ben immaginare, è molto basso e poco utile.
Allo stesso tempo la Circolare Inps n. 14/2026 stabilisce che i contributi minimi per gli artigiani ancora in stato lavorativo aumentano, fissandoli a 4.521,36 € annui per i titolari, calcolati su un minimale di reddito adeguato a 18.808 €
Pensione da artigiano bassa: perché?
Ti sei mai chiesto perché, nonostante i tuoi sacrifici, l’INPS sembra non restituirti mai abbastanza? Il senso di ingiustizia che provano molti artigiani nasce da una realtà tecnica precisa.
Esiste una differenza sostanziale nelle aliquote di versamento che determina il tuo futuro assegno:
- Lavoratori Dipendenti: versano circa il 33% del reddito.
- Artigiani: versano mediamente solo il 24% circa.
Come immaginerai, l’impatto sul tuo tenore di vita è forte!
Purtroppo, la realtà tecnica indica che potresti ritrovarti con solo metà del tuo attuale reddito. In termini pratici:
- Se oggi dichiari 1.000€, la tua pensione sarà di circa 500€.
- Se oggi dichiari 2.000€, la tua pensione sarà di circa 1.000€.
Le due certezze (Negative) del futuro previdenziale
Sei pronto ad accettare che lavorerai più a lungo dei tuoi genitori per ricevere molto meno di loro?
Oggi dobbiamo affrontare due ostacoli che le generazioni passate non conoscevano:
- Assegni ridotti: Il sistema di calcolo attuale garantisce molto meno potere d’acquisto.
- Uscita ritardata: L’età pensionabile continua a slittare in avanti, costringendoti a restare sul campo per anni in più.
Attenzione agli imprevisti: Non dimenticare che il percorso verso la pensione è lungo. Se non ti tuteli correttamente contro gli imprevisti professionali o personali, potresti “non arrivarci affatto a quel traguardo”.
E so che stai “toccando ferro”, ma la pianificazione serve proprio a proteggerti quando la fortuna non basta!
Pensione anticipata artigiani
Un artigiano ha diverse possibilità per andare in pensione anticipata e le più conosciute sono la pensione precoci, l’anticipata ordinaria e l’anticipata contributiva.
Pensione precoci
La pensione precoci nel 2026 prevede che la persona debba avere versato almeno 41 anni di contributi. Questa è la condizione principale dalla quale partire.
Una volta arrivata a 41 anni di versamenti occorre verificare se prima dei 19 anni di età ci fossero già 52 settimane versate effettivamente lavorate, quindi non valgono né riscatti né il militare.
Basta così? No, c’è altro. Bisogna infatti soddisfare poi uno dei 4 requisiti soggettivi qui elencati:
- essere invalidi al 74% almeno
- Essere un caregiver di una persona invalida al 74% almeno
- Rientrare nella categoria dei lavoratori usuranti
- Rientrare nella categoria dei disoccupati di lungo corso o avere terminato i 2 anni di Naspi totalmente
Pensione anticipata ordinaria
Questa opzione prevede l’uscita nel 2026 con 41 anni e 10 mesi per le donne e con 42 anni e 10 mesi per gli uomini.
Attenzione che come da regole della Legge Fornero e della Legge di Bilancio 2026 i requisiti saliranno:
- a 41 anni e 11 mesi per le donne e 42 anni e 11 mesi per gli uomini nel 2027
- a 42 anni e 1 mese per le donne e 43 anni e 1 mese per gli uomini nel 2028
Oltre ai requisiti contributivi ricorda sempre che c’è anche la finestra di attesa e cioè quel periodo in cui puoi lavorare o meno ma durante il quale non percepisci ancora l’assegno pensionistico.
Pensione anticipata contributiva
Questa ultima opzione vale solo per i contributivi puri e cioè per coloro che hanno iniziato a versare contributi dall’1 gennaio 1996 in avanti e nemmeno un giorno prima di quella data.
In merito a questa opzione ti ricordo che per poter uscire dal mondo del lavoro devi avere maturato almeno 1650€ lordi mensili di assegno altrimenti non ti sarà permesso di andare in pensione.
Nel caso degli artigiani è davvero difficile trovare pensioni così alte e quindi questo importo soglia è spesso un ostacolo insormontabile.
Come migliorare la pensione artigiani?
Al fondo di questo articolo è il momento di parlare di soluzioni perché, dopo una vita di lavoro, non si può certo stare sereni sapendo di andare in pensione con meno di quello che serve per vivere.
Quindi, come fare? Ci sono 4 aspetti importanti:
- Parti il prima possibile. L’anticipo è l’arma segreta che trasforma pochi risparmi in una rendita solida.
- Identifica subito eventuali ammanchi o errori contributivi prima che diventino irrecuperabili.
- Valuta con lucidità le opzioni previdenziali e i fondi pensione per minimizzare il gap.
- Pianifica, da subito, così da decidere (e non subirlo) quando e con quanto smetterai di lavorare.
Naturalmente, se vuoi, non dovrai affrontare tutta questa “giungla” da solo. Infatti, potrai farti seguire da noi che ci occuperemo di fare tutte le analisi previdenziali necessarie e fornirti un quadro chiaro delle possibilità che hai per ottenere la tua miglior pensione possibile.
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