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Pensioni 2025: come la previdenza complementare ti può mandare in pensione anticipata a 64 anni.

da | Gen 7, 2025 | Anticipata, Fondi Pensione | 0 commenti

La legge di bilancio del 2025 ha fatto una modifica storica sulle Pensioni 2025: straordinaria e drammatica allo stesso tempo.

Ho scritto un articolo che ti invito ad andare a leggere sul tema Pensione anticipata a 64 anni nel 2025 ma ti riporto qui le modifiche principali. Ricordo che questa possibilità attualmente è rivolta solo ai lavoratori “contributivi puri” e che non hanno versato per nulla prima dell’1-01-1996, ma solo dopo questa data.

In sostanza, per la prima volta nella storia, il Governo ha aperto alla possibilità di un utilizzo misto tra Pensione Pubblica (del Primo pilastro) e Pensione Complementare per andare in Pensione.

Questo è da un lato una possibilità straordinaria perché permetterà via via negli anni ad un numero sempre crescente di persone di andare in pensione a 64 anni anziché aspettare i 67 anni.

D’altro Canto però, questa novità è al tempo stesso drammatica, perché ci stanno letteralmente dicendo che le Pensioni pubbliche saranno basse e lo saranno sempre di più e che dovremo rimboccarci le maniche.

Questo significa che se vorremo andare in Pensione prima dell’età di Vecchiaia Ordinaria, dovremo accompagnare al nostro assegno pubblico anche un assegno “privato” derivante da una pensione complementare.

L’avevi intrepretata anche tu così? Perché è esattamente quello che dobbiamo comprendere.

Il Fondo Pensione può farti uscire a 64 anni nel 2025

Cerchiamo di spiegare meglio in che cosa consista questa opportunità.

La regola della pensione anticipata SENZA l’utilizzo della pensione complementare prevedeva nel 2024 e prevede nel 2025 almeno 20 anni di contributi versati e 64 anni di età anagrafica.

Tutto qui? NO. Oltre a questi 2 requisiti occorre anche avere un importo dell’assegno pensionistico almeno pari a 3 volte l’assegno sociale. Ovvero, l’assegno sociale nel 2025 è pari a 538,68€ che moltiplicato per 3 volte fa 1616,04€. Se una persona quindi ha questi 3 requisiti nel 2025 potrà andare in pensione anticipata contributiva a 64 anni di età e 20 di contributi versati.

E se invece non raggiunge l’importo minimo richiesto? Fino al 31-12-2024 se non raggiungeva questo importo la persona molto semplicemente NON poteva andare in Pensione anticipata contributiva. E nel 2025 cambia qualcosa?

A partire dal nuovo anno la Legge di Bilancio 2025 ha ampliato questa possibilità permettendo a tutte quelle persone che prima non raggiungevano l’importo minimo dell’assegno di 1616,04€ di integrarlo con l’eventuale pensione complementare.

La differenza rispetto a chi vi arriva senza l’utilizzo della pensione complementare è che chi ne avrà necessità dovrà avere nel 2025 un minimo di 25 anni di contributi versati e non solo 20.

Addirittura nel 2030 gli anni richiesti, per chi vorrà sfruttare questa occasione “ibrida”, diventerenno 30 di contributi versati. Inoltre, la soglia minima richiesta per accedervi dal 2026 passerà dalle 3 volte alle 3,2 volte pari all’assegno sociale.

Facciamo un esempio per le Pensioni 2025

Se prima una persona che aveva matura un assegno di 1400€ lordi al mese con 64 anni di età e almeno 20 di contributi si vedeva negato l’accesso alla pensione anticipata contributiva nel 2025 potrebbe non essere più così.

Grazie alla possibilità di integrare infatti la rendita derivante da una Pensione Complementare questa persona potrebbe vedersi accettare questa possibilità, a patto però di avere almeno 25 anni di contributi versati.

Quindi, se l’ipotetica rendita permette alla persona di arrivare alla soglia minima dei 1616,04€ allora questa potrà andare in pensione anticipata contributiva nel 2025. Se invece nemmeno tale rendita permetterà alla persona di arrivare all’importo soglia, questa si vedrà negato l’accesso alla pensione anticipata contributiva.

Non è impossibile che questo avvenga, ma certo è che questa possibilità resta ancora preclusa per tutte quelle persone che non sono state lungimiranti dal 1995 ad oggi e che non hanno aperto un fondo pensione nè con versamenti volontari di tasca propria nè con il solo spostamento del TFR.

La “Rivincita” della Previdenza Complementare

Per anni si è andati avanti a dire che le Pensioni complementari avrebbero dovuto giocare un ruolo importante per integrare la pensione pubblica. Queste intenzioni però, tanto decantate, non sono mai state convertite in vere e proprie riforme.

Di sicuro non vedo di buon occhio, come si era parlato, che una parte del tfr in modo obbligatorio venga per forza destinato alla previdenza complementare. Tutto ciò che è coercizione porta solo ad inutili lamentele e fastidio da parte di chi si sente costretto.

Vedo invece di buon occhio questo primo tentativo, seppur maldestro e mal supportato dai media che ne hanno parlato poco e male, di cercare di dare dignità alla previdenza complementare. Sul tema pensioni spesso i media fanno più danni che altro, incredibile.

Al di là dei miei pensieri personali quello che resta sono i fatti. Questo potrebbe essere stato il primo passo verso una reale cooperazione tra la pensione pubblica e quella complementare. Se così dovesse essere e se questa riforma dovesse venire migliorata allora ci troviamo davanti ad una scelta importante.

Continuare a far finta di nulla e rischiare di andare in pensione solo con la Vecchiaia ordinaria ,che dagli attuali 67 anni credo e temo si alzerà ancora in futuro, oppure prendere piena consapevolezza di come la previdenza complementare ci può aiutare?

Ai posteri l’ardua sentenza. Naturalmente la previdenza complementare ha dei costi, delle regole, dei pro e dei contro ma scegliere a priori di non prenderla in esame è una scelta sciocca, almeno dal mio punto di vista. E, usare la scusa del reddito basso o della discontinuità lavorativa, da parte di chi ha un lavoro da dipendente con RAL modesti resta solo una motivazione che non tiene conto del tempo, del contesto e dell’opportunità data dallo spostamento del TFR.

Insomma, è ora di analizzare se agire e come.

Per questo esistiamo Noi di Miglior Pensione e per questo, ancora prima della riforma, siamo stati i Primi, per non dire gli unici, in Italia ad effettuare un’analisi che tenesse conto di tutti e 3 i Pilastri della previdenza italiana (Pubblico, collettivo e individuale).

Ti aspetto

Daniele Stroppiana di Miglior Pensione